Latte materno:
dai primi giorni al latte maturo

Con il passare dei giorni e dei mesi, il latte materno si modifica, adattandosi alle esigenze nutritive specifiche del neonato.

Il primo latte che si forma, tra il 1° e il 2° giorno dopo la nascita, è il colostro. Di colore giallo sieroso, ricco di anticorpi, è altamente digeribile e stimola il primo movimento intestinale del bambino (l’espulsione del meconio).

  • È il tramite attraverso il quale la madre trasmette le proprie difese immunitarie al figlio.
  • Contiene un’elevata quantità di proteine, oltre a fagociti (le cosiddette “cellule spazzino”), antibatterici e antimicotici.
  • Il colore giallo sieroso è dovuto all’elevata concentrazione di immunoglobuline (componenti del sistema immunitario), nucleotidi, sali minerali e vitamine (soprattutto vitamina A, D, K e B12).
  • Rispetto alla composizione del latte maturo, quello che si forma più tardi, il colostro è più povero di lipidi e lattosio.
  • È facilmente digeribile e aiuta l’eliminazione del meconio (le prima feci del neonato, di colore bruno-verdastro).

Dal 4° al 10° giorno dopo la nascita, il latte materno diventa latte di transizione: molto abbondante, di colore giallastro, iper energetico, ad alto contenuto di grassi e carboidrati, ma dal minore tenore di minerali e proteine. A questo segue il latte maturo, veramente abbondante, ricco di grassi, carboidrati e con in più un apporto proteico e di sali minerali ottimale in rapporto alle aumentate esigenze nutrizionali del neonato. In media le mamme che allattano ne producono circa 700 ml al giorno: una prestazione eccellente!

Il latte materno è l’alimento ottimale per il fabbisogno nutritivo del bambino, anche dal punto di vista della poppata. All’inizio di ogni sessione di allattamento è molto liquido e ad alto contenuto di lattosio: disseta il bimbo, predisponendolo alla ricezione di quello successivo, concentrato e più nutriente. Il neonato, in rapido sviluppo, rispetto a noi adulti necessita di un surplus di energia pari a 3-4 volte in più per kg di peso corporeo. Se mettiamo a confronto dimensione e capacità dello stomaco dell’adulto e del bambino, è subito evidente il motivo per cui il latte materno debba essere così concentrato e ipernutriente: lo stomaco del neonato è un decimo di quello dell’adulto e può ricevere massimo 200 ml di nutrimento, mentre lo stomaco di un adulto ne riceve fino a 2000ml!

La preoccupazione delle mamme che il bimbo non sia sazio è ingiustificata: la natura ha elaborato un sistema perfetto per gestire gli step di sviluppo del neonato basato sulla sua richiesta di latte. In condizioni normali di allattamento al seno, funziona così: il bambino chiede latte via via sempre più spesso, poi si addormenta, si risveglia e ne chiede ancora.

Potrebbero esserci momenti in cui, a causa degli scatti di crescita, ti sembrerà che il tuo latte non sia sufficiente per soddisfare il tuo bambino, ma non ti devi preoccupare. Mantieni la calma, concediti un po’ di riposo, bevi a sufficienza e attacca più spesso il bimbo al seno: asseconda in ogni momento la sua richiesta. Un allattamento frequente stimola il flusso di latte, la cui produzione si ricalibra seguendo le fasi di crescita del bimbo. Questo fenomeno di adattamento spontaneo e naturale prende il nome di Cluster feeding.

Lo sapevi che?

Dimensioni del seno e quantità di latte non sono in proporzione.

Il seno è composto da tessuto adiposo e ghiandolare: una mammella più piccola è meno grassa, ma ha la stessa quantità di ghiandole.

Durante la gravidanza, il progesterone e gli ormoni estrogeni determinano la crescita del tessuto ghiandolare. I canali e gli alveoli si sviluppano, e cambiano anche i capezzoli per facilitare la nutrizione del bambino dopo la nascita.

Una donna sana deve pensare che i suoi seni potranno allattare, indipendentemente da quanto grandi essi siano stati prima della gravidanza.