Come diventare un buon padre

Aspettando te

Durante l’attesa anche l’uomo che si prepara a diventare papà vive una tempesta di sensazioni nuove e intense: il cammino verso la paternità è impegnativo, ricco di responsabilità e pensieri. Accogliere le proprie emozioni e condividerle con la compagna è un passo importante per comprendersi e vivere nel migliore dei modi questo indimenticabile momento di coppia.

Forse ti occorrerà un po’ di tempo per abituarti all’idea che nel corpo della tua compagna sta crescendo una nuova vita che cambierà la vostra per sempre, ma sin da subito anche tu puoi stabilire un contatto diretto con il piccolo. Durante la gestazione il rapporto mamma-figlio è più immediato, ma anche tu puoi fare tanto per stare vicino alla tua compagna e partecipare in modo attivo alla crescita di vostro figlio. La tua voce, le carezze al pancione e altre piccole attenzioni sono importanti fin dai primi mesi di gestazione. Sapevi che già in età prenatale è in grado di provare emozioni e percepire svariati stimoli che provengono dall’esterno?

La relazione con il tuo bambino può cominciare già dalle prime settimane, scopri cosa puoi fare, in tre passi.

 

  • Parlami papà!

Dai al tuo piccolo tante occasioni per sentire la tua voce, imparerà a riconoscerla già dal quarto mese. Ogni volta che gli parli dolcemente, canti o alzi il tono della voce, il bambino ti sente: non limitarti alle parole, puoi anche provare a comunicare con altri suoni o cantare la tua prima ninna nanna.

 

  • Una carezza tira l’altra!

Il tatto è il senso che si attiva per primo: già intorno all’ottava settimana si sviluppano i recettori situati nell’epidermide e le vie nervose che trasmettono le informazioni fino al cervello. I primi si sviluppano vicino alla bocca poi, intorno alla 12esima settimana, si estendono al viso, alle mani, ai piedi e infine sul tronco. A 20 settimane sono presenti su tutto il corpo e sulle mucose.

Prova a toccare con le mani il ventre della tua compagna: il piccolo reagirà modificando le sue posizioni e stabilirà con te una prima, tenera relazione.

Rimani in attesa di una risposta: un cenno, un calcio, un movimento, una sensazione che vi faccia capire che il vostro bambino vi sta sentendo. Non è detto che i bimbi rispondano sempre, magari dormono o non sono disponibili, ma un po’ per volta imparano ad associare il gesto tattile alla presenza.

 

  • L’importanza del dialogo

Puoi istituire un primo dialogo diretto con tuo figlio capace di suscitare in te e in lui emozioni molto profonde già da subito. Il bambino ha bisogno del padre già in gravidanza: ha necessità di sentirti vicino per ricevere quel nutrimento affettivo, emotivo, relazionale e intellettivo necessario alla sua crescita e alla sua maturazione. Inizia a conoscerlo, a familiarizzare con i suoi movimenti, a distinguere le sue reazioni ai tuoi stimoli, a percepire le sue evoluzioni.

L’attesa di un figlio è un momento per costruire e arricchire l’empatia anche con la tua compagna: perché non condividere insieme ogni minima emozione ed esperienza, partecipando insieme alle visite periodiche di controllo, alle ecografie e al corso pre-parto? La vostra coppia ne uscirà rinforzata, ponendo le basi per la costruzione di una famiglia ancora più unita e felice.