Gli esami e i test

Gli appuntamenti
da segnare in agenda

Il calendario degli esami e dei controlli diagnostici e specialistici si definisce nel corso della prima visita dal ginecologo. Tieni presente che la gravidanza e la nascita sono eventi fisiologici naturali per i quali è giusto che si intervenga con la minima medicalizzazione necessaria.

Per approfondire puoi consultare le linee guida del Ministero della Salute, un validissimo supporto informativo alle giovani coppie che affrontano questo straordinario periodo.

Scopri tutti gli appuntamenti da segnare in agenda per vivere con consapevolezza il primo trimestre di gestione, fino alla 13esima settimana compresa.

Esami

  • Urine;
  • Gruppo sanguigno;
  • Rubeo Test (test per controllare l’immunità alla rosolia);
  • Toxo Test, VDRL (contro la sifilide);
  • Test di Coombs indiretto (per rilevare possibile incompatibilità sangue mamma-bambino);
  • Glicemia;
  • Transaminasi;
  • HIV;
  • Pap test, se non ne hai effettuato uno recentemente: è fondamentale, per escludere patologie del collo dell’utero.

Visite specialistiche

  • Controllo ginecologico: il medico prescrive gli esami, pianifica con te l’agenda della tua gravidanza, fa la visita ginecologica.
  • Prima ecografia (entro la 12esima settimana di gestazione): il medico valuta l’evoluzione della gravidanza, controlla il battito cardiaco e il numero degli embrioni e stabilisce con più esattezza la data del concepimento e quindi la probabile data del parto.

Indagini pre-natali

Durante il primo colloquio con il ginecologo si discute della storia clinica della coppia e delle relative famiglie, per indagare l’eventuale presenza di malattie ereditarie e per impostare un adeguato iter diagnostico. Il medico espone vantaggi, limiti e rischi degli esami pre-natali:

  • ultrascreen (traslucenza nucale+ screening biochimico I trimestre);
  • villocentesi;
  • tri-test.

In particolare, il periodo ideale in cui eseguire la translucenza nucale, l’ultrascreening e la villocentesi è da 11 settimane + 3 giorni fino a 13 settimane + 6 giorni.

Translucenza nucale: esame di screening non invasivo. Si tratta di un’ecografia con la quale si verifica se nella parte posteriore della nuca del feto è presente un accumulo di liquido, che segnala un possibile problema genetico. L’esito dell’esame indica solo il rischio statistico, non la presenza reale della malattia. In caso di esito positivo il medico decide se procedere con altre analisi.

Screening biochimico del I trimestre: test prenatale non invasivo. Richiede un semplice prelievo del sangue materno nel quale si misura la quantità di due sostanze denominate Free-Beta HCG e PAPP-A (plasma proteina A associata alla gravidanza), che sono presenti in tutte le gravidanze.  L’esito ipotizza la presenza di un’alterazione cromosomica e non fornisce certezza diagnostica. Gli studi hanno dimostrato l’analisi combinata fra translucenza nucale e screening biochimico è sempre più accurata. Se il risultato del test è indicativo di alta probabilità si procede, sempre su indicazione medica, con la villocentesi in quantità alterata.

Ultrascreen: risultato della combinazione fra la translucenza nucale e lo screening biochimico. L’esito ipotizza la presenza di un’alterazione cromosomica, non fornisce certezza diagnostica. Gli studi hanno dimostrato che questa analisi combinata è sempre più accurata. Se il risultato del test è indicativo di alta probabilità si procede con la villocentesi.

Villocentesi: è un test invasivo (viene prelevata una minima quantità di tessuto coriale cioè una parte della placenta) che permette di valutare l’assetto cromosomico fetale e quindi l’eventuale presenza di anomalie. Il test è consigliato alle mamme over 35.