Il momento del parto

Il parto:
come avviene il percorso verso la nascita

Il parto è un processo complesso che si divide in diversi periodi: travaglio, parto e post partum. Tutte queste fasi possono durare anche 24 ore: i tempi e i ritmi sono determinati dalle caratteristiche fisiche e dalle condizioni della madre. Se sei al tuo primo figlio è normale che i tempi siano più lunghi.

Le 3 fasi
che conducono alla nascita

1. TRAVAGLIO

  • Periodo prodromico o fase latente: rappresenta il momento di passaggio tra la gestazione e il parto, in questa fase le contrazioni sono ancora lontane l’una dall’altra, ma inizia la preparazione fisica ed emotiva per te e per il tuo bambino.
  • Periodo dilatante: è il momento in cui l’utero si dilata per consentire il passaggio del bambino, la sua durata dipende dalle tue caratteristiche fisiche.

2. PARTO

  • Periodo espulsivo: coincide con le contrazioni finali con cui il bambino viene alla luce.
  • Secondamento: la fase in cui la placenta viene espulsa.

3. POST PARTUM

Come gestire il dolore

Ci sono delle tecniche per gestire il dolore e il tuo stesso corpo, che sa cosa sta avvenendo ed è preparato per questo, ti viene in aiuto con la produzione di sostanze che ti aiutano ad affrontarlo. L’intensità del dolore aumenta con il passare delle ore. Inizialmente, in fase latente, ti accorgerai del cambiamento da alcune contrazioni che somigliano ai dolori mestruali, man mano che passa il tempo la sensazione si intensifica: sei entrata in travaglio e le contrazioni sono legate alla distensione dell’utero. In questa fase il dolore aumenta in modo costante per la distensione di vulva, vagina e perineo nel momento del passaggio del bambino.

 

In questo meccanismo fisico ti vengono incontro anche i meccanismi mentali: il tuo corpo secerne endorfine che ti regalano una sensazione di benessere negli intervalli tra una doglia e l’altra. E anche le tecniche respiratorie che hai imparato nei corsi pre-parto, non solo contribuiscono a far rilassare i muscoli, ma tengono la tua mente impegnata impedendole di concentrarsi esclusivamente sul dolore.